|

(pubblicato
sulla rivista greca CLOSE UP, no.43, Novembre 2000)
a cura
di: LALAS PRODUCTIONS MILANO
photo:
Sakis Lalas
testo:
Valentina De Giorgi
E’
una stella che brilla nel firmamento di Broadway, di Hollywood
e, da oggi, del Teatro Inglese, il suo nome è conosciuto in
tutto il mondo, un nome conservato con orgoglio, perché
Olympia Dukakis è fiera della sua origine greca: la conserva
nel tratto deciso e, insieme, dolce dei suoi lineamenti, ma
soprattutto nella lingua greca che lei, nata e cresciuta in
America, continua a parlare correttamente.
Olympia
Dukakis è un monumento alla perseveranza: il suo successo non
è stato un colpo di fortuna, ma il frutto di oltre
trent’anni di lavoro e di esperienze nei teatri di Broadway
che hanno fatto di lei un’attrice teatrale completa.
Figlia
di emigranti greci (la madre è nata a Mani nel Peloponneso,
la patria del padre è Mitilene), Olympia è cresciuta a
Lowell, nel Massachusetts, dove gli abitanti, irlandesi
cattolicissimi, guardavano con diffidenza gli ortodossi
Dukakis. L’interesse di Olympia per il teatro iniziò quando
il padre mise su una compagnia di attori dilettanti, il Club
di Demostene, specializzata in drammi della Grecia classica: a
13 anni Olympia fece il suo debutto sul palco.
La
sua carriera di attrice non ha un seguito immediato. Olympia
si laurea in fisioterapia alla Boston University e, come
fisioterapista (all’epoca una delle professioni più
remunerative), viaggia in tutto il paese dedicandosi alle
vittime della polio. Ma il sogno della sua vita è quello di
diventare un’attrice e, a un certo punto, prende la
coraggiosissima decisione di mollare tutto per dedicarsi solo
a questo: lascia il suo lavoro e si iscrive ai corsi di
recitazione della Boston University.
Dopo
la laurea si trasferisce a New York e consuma i pavimenti di
tutti i teatri facendo migliaia di audizioni e interpretando
una gran quantità di ruoli negli show off-Broadway. Durante
un’audizione Olympia incontra e si innamora dell’attore
Louis Zorich: dopo nove mesi sono marito e moglie e, alcuni
anni dopo, si trasferiscono nel New Jersey con i loro tre
figli. Qui Olympia, il fratello Apollo e Louis fondano il
Whole Theater of Montclair: va a gonfie vele per alcuni anni,
fino a quando, improvvisamente, il governo decide di tagliare
i fondi, costringendo il Whole Theater a chiudere i battenti.
La
perseverante Olympia continua, comunque, a lavorare duro:
nonostante abbia alle spalle una lista gigantesca di ruoli
interpretati nel teatro e nella televisione, continua a
trovarsi in condizioni economiche non molto floride.
Finalmente, nel 1987, il boom: grazie al ruolo di Rosa
Castorini che interpreta nella commedia romantica “Stregata
dalla Luna” (Moonstruck), vince non solo l’Oscar come miglior attrice non
protagonista, ma riceve anche il premio dei critici di New
York e quello dei critici di Los Angeles, oltre a un Golden
Globe. Da allora interpreta altri film di grande successo come
“Fiori d’acciaio” (Steel Magnolias), “Una donna in carriera” (Working Girl), “Il club delle vedove” (The Cemetery Club) e “Goodbye Mr. Holland” (Mr. Holland’s Opus). Riceve, inoltre, ottime critiche per il ruolo
di Anna Madrigal che interpreta nella popolare serie della PBS
“Tales of the City”.
Ma
il suo primo amore rimane sempre il teatro: gode, infatti,
della reputazione di essere una delle più grandi signore dei
palcoscenici. Oltre che del Whole Theater di Montclair, è
stata anche la co-fondatrice del prestigioso Charles Playhouse
di Boston. Ha insegnato recitazione per quindici anni alla New
York University e ha ricevuto due Obie Awards per il suo
lavoro in “A Man’s Man” di Bertold Brecht e “The
marriage of Bette and Boo” di Cristopher Durang.
Attrice
appassionata, regista, produttrice e insegnante, Olympia si
dedica attivamente alla difesa dei diritti della donna e ai
problemi dell’ambiente: spesso partecipa a conferenze e a
manifestazioni in tutti gli Stati Uniti. Ultimamente è
diventata imprenditrice nel campo alimentare: ha, infatti,
prodotto con il suo nome una linea di condimenti greci (Greek
Salad, Light Greek Salad, Creamy Salad e Light Creamy Feta),
facendo conoscere la cucina greca al pubblico americano.
In
questa periodo la Dukakis è impegnata al teatro Lyceum di
Broadway con “Rose”, un’opera di Martin Sherman diretta
da Nancy Meckler e prodotta dal Royal National Theater di
Londra, con la quale ha debuttato sulla scena inglese
riscuotendo un grande successo. “Rose” è la storia di una
donna la cui vita straordinaria inizia in un piccolo villaggio
russo e si svolge tra il ghetto di Varsavia, una nave chiamata
“The Exodus” e, infine, sui marciapiedi di Atlantic City,
nei canyons dell’Arizona e nelle notti al sapore di salsa di
Miami Beach. “Rose” non è semplicemente il ritratto di
una donna ebrea, è, soprattutto, una passeggiata fra gli
eventi che hanno caratterizzato questo secolo.
Abbiamo
incontrato Olympia Dukakis al Vivian Beaumont Theater del
Lincoln Center a New York. Ci ha stupiti con la sua semplicità
e la sua affabilità: non è certo il comportamento che ci si
aspetta da una diva… ma non tutte le dive hanno radici
greche…
Che
tipo di relazione ha conservato con la Grecia ?
“Una
relazione principalmente turistica: l’anno scorso sono stata
a Mykonos per una paio di settimane. Prima di allora sono
andata in Egitto per girare un film e in quell’occasione ho
realizzato il mio desiderio di visitare Mani, il villaggio in
cui è nata mia madre, e Mitilene, la patria di mio padre.
Sono stata anche a Salonicco, nelle isole Sporadi e a Creta.
Purtroppo non sono ancora riuscita a lavorare in Grecia: avrei
dovuto partecipare al Tessalonika Festival con il mio nuovo
lavoro teatrale “Rose”, ma alla fine non se ne è fatto
nulla. Vedremo in futuro…”
E
i Suoi figli ?
“Ho
tre figli: Christina è attrice, Peter è produttore
televisivo e Stephan lavora nel campo dell’international
marketing. Per loro ho scelto dei nomi che avessero il
corrispettivo sia in greco che in americano per sottolineare
la loro contemporanea appartenenza a due culture diverse: così
Peter in realtà è Petros, Stephan è Stefanos e Christina
sta per Chrisula.”
Ho
letto da qualche parte che i Suoi film preferiti sono
“Miracolo a Milano” e “Il Postino”…
“Adoro
“Miracolo a Milano” e “Il Postino” è un film
semplicemente stupendo… Amo il cinema italiano in genere:
sono una grande fan di Fellini, di Lina Wertmuller, di
Giancarlo Giannini, Marcello Mastroianni e della grande
Giulietta Masina.”
Ma
questo amore per la cultura italiana lo deve a Rosa Castorini
?
“In
realtà a cultura italiana mi è sempre piaciuta: adoro
l’arte italiana, soprattutto il Rinascimento, e oltre al
cinema, agli attori e ai registi, apprezzo anche gli scrittori
italiani… Il film “Moonstruck” mi ha dato la possibilità
di conoscerla più a fondo e di amarla ancora di più…”
Dopo
il 1987, dopo l’Oscar e il Golden Globe le cose sono
cambiate per il meglio, ma Le manca il periodo in cui girava i
teatri di Broadway facendo un’audizione dietro l’altra ?
“No,
non mi manca niente di quel periodo difficile: anche oggi devo
affrontare mille difficoltà anche se di natura diversa e
continuo a lavorare duro, addirittura il doppio di prima, ma
sono proprio felice che quel periodo sia passato.”
Piani
per il futuro ?
“I
miei piani per il futuro? Continuare a lavorare in teatro e al
cinema e … un lungo viaggio in Grecia a base di sole, mare
e… keftedakia”.
|